La fotografa PAOLA GHIROTTI,  vive tra Roma e Urbino.
Da 30 anni indaga a fondo le tradizioni del Giappone; unGiappone® è il marchio con il quale veicola il suo archivio fotografico in pellicola, oltre agli scritti, agli studi e alle ricerche sulla fotografia.
È membro dell’AISTUGIA, ‘Associazione Italiana per gli Studi Giapponesi’.
Nel 1979 il grafico Piergiorgio Maoloni le commissiona il primo lavoro importante: il rinnovo dell’archivio dell’Ente Provinciale per il Turismo di Latina; nello stesso anno partecipa alla manifestazione Venezia ‘79 La Fotografia.
Nel 1987 il regista Peter Greenaway le chiede un servizio in bianco e nero per la pellicola The belly of an architect; in quell’occasione la fotografa acquisterà una Hasselblad SWC che rimane ancor oggi il suo apparecchio fotografico preferito.
Dal 1989 colpita dal carisma del pilota Ayrton Senna da Silva segue il circus della F1; l’ultimo G.P. documentato sarà dell’aprile 1994 ad Aida, in Giappone. Nel ventesimo anniversario della scomparsa del pilota brasiliano, le immagini sono state raccolte in una mostra: Ayrton Senna alla velocità del cuore, esposta a Roma ed Ischia, nel 2019 a Todi.
Nel 1994 realizza una serie di reportage in occasione della chiusura del lavori dell’aereoporto del Kansai , la documentazione di impatto ambientale per la presentazione del progetto del Nuovo Auditorium di Roma- Parco della Musica, progettati dalla Renzo Piano Building Workshop.
Nel 1995 pubblica per la Fratelli Palombi Editore il volume un Giappone; le sue foto, con quelle del Bunkacho, ‘Agenzia giapponese per gli affari culturali’, sono la base del video didattico della mostra Il Giappone prima dell’Occidente, tenuta al Palazzo delle Esposizioni in Roma; espone, prima fotografa italiana, all’Istituto Giapponese di Cultura di Roma insieme al fotografo Akimoto Shigeru, con uno scritto di presentazione del professor Fosco Maraini.
Nel 1996 personale Kyoto: details of spring and autumn, presso il Goethe Institut Kansai, in occasione del Secondo Simposio Internazionale sul futuro delle città storiche. Nel 1996-1997 cura le pubbliche relazioni per il Raku Museum di Kyoto, in occasione della mostra Raku. Una dinastia di ceramisti giapponesi, tenutasi a Faenza, Parigi, Leeuwarden e Tokyo. Nel 1996-1998 documenta la riqualificazione ambientale di Piazza Montecitorio, studio Zagari; il restauro ed informatizzazione della Sala del Mappamondo, della sede della Camera dei Deputati.
Nel 2001 personale Italia no bi, Japan no bi presso il Fine Art Museum di Gifu, è presidente di giuria del concorso fotografico Paola Ghirotti photo contest indetto dallo Chunichi Shimbun e dalla Fujifilm-Japan. 
Nel 2002 illustra Le Japon des Japonais e Le Maroc des Marocains, editore Liana Levi- Seuil. 
Nel 2005 inizia la pubblicazione dei calendari: appuntamento fisso per collezionisti ed amanti della fotografia.
Nel 2007 cura e coordina Mistero Giappone, quaderno speciale di Limes - Rivista di geopolitica.
 L’11 marzo del 2011 un terremoto, seguito da un devastante tsunami, colpiva le coste del Tohoku,
causando il disastro della centrale nucleare di Fukushima Dai-ichi. Nell’aprile dello stesso anno, la fotografa si reca nella zona per seguire da vicino la situazione e documentarla: lo farà regolarmente negli anni successivi. 
Nel 2012 l’Ambasciatore del Giappone in Italia, S.A. Khono Masaharu, le riconosce un attestato di ringraziamento per la solidarietà dimostrata verso le popolazioni colpite dalla tragedia.
 Nel 2016 è chiamata ad esporre nella cittadina di Minamisoma, prefettura di Fukushima: nasce il progetto Watashi wa wasurenai, i cui ultimi eventi si sono tenuti a marzo 2019 in Giappone, al Gifu Seiryu Plaza e al WEGIL di Roma-Tohoku day.
In occasione dei 150 anni dei rapporti diplomatici tra il Giappone e l’Italia, ha curato e cordinato
Appunti di bellezza: Japan No bi, Urbino no bi, evento organizzato da ‘Urbino International Centre’. 
Dall’ottobre 2018 l’archivio in pellicola sulla Cina, l’Italia, il Marocco e, naturalmente, il Giappone,
ha sede a Todi.

You may also like

Back to Top